Presentato a palazzo Ferro Fini il libro “Vivere in pendenza – Scelte di vita che cambiano la montagna bellunese”

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(Arv) Venezia 11 giu. 2019 -     E’ stato presentato oggi, a palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, il libro del saggista e giornalista Gianandrea Mencini “Vivere in pendenza – Scelte di vita che cambiano la montagna bellunese”.

Il Vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto, Bruno Pigozzo, ha portato i saluti istituzionali e ha sottolineato come “la presentazione di questo libro rimette al centro della politica dell’Assemblea Legislativa regionale il tema della specificità della montagna veneta e la tutela del suo territorio, rappresenta una sollecitazione per il Consiglio regionale per ripensare agli aspetti normativi e all’organizzazione delle attività istituzionali e dei servizi afferenti quei territori, alle problematiche affrontate quotidianamente dalla gente che vive in pendenza, per offrire loro servizi migliori e una maggiore qualità della vita, per tutelare con maggiore decisione l’aspetto paesaggistico e il territorio montano, così fragile. Dobbiamo trovare un punto di equilibrio in ordine a tutte le azioni che anche la Regione Veneto si propone di fare per tutelare la montagna e per offrire garanzie alle persone che vi abitano, per lo sviluppo economico dei territori, per la sicurezza, la salvaguardia ambientale, per la tutela della biodiversità e del turismo, che in montagna ha un grande bacino di affluenza. Siamo ora chiamati a dare concretezza a questi stimoli dando riconoscimento a tutte quelle forme di autonomia e di particolarità che caratterizzano le zone di montagna, come richiesto dai residenti per continuare a vivere in quel territorio”.

La consigliera regionale del Partito Democratico, Francesca Zottis: “Sono particolarmente legata alla montagna bellunese e trovo che le persone che vivono in quei posti, anche se sovente vengono definite ‘ruvide’, in realtà hanno la capacità di sviluppare relazioni interpersonali molto profonde e sanno accogliere i visitatori con un calore particolare. Il libro di Gianandrea Mencini è molto bello e ha la particolarità di essere scritto da un veneziano, da un uomo di pianura, o meglio di laguna, che si è avvicinato alla montagna per passione, ponendosi in un atteggiamento di ascolto delle esigenze, delle difficoltà e delle aspettative nutrite dalle persone che vivono quotidianamente in pendenza, a volte anche per scelta personale, che conducono vite difficili, e dà loro voce attraverso la scrittura. D’altra parte, la laguna veneziana e la montagna veneta sono territori fragili che se non vengono tutelati rischiano di travolgerti. Sotto l’aspetto istituzionale, è necessario un maggiore impegno per far vivere la legge che riconosce la specificità della montagna bellunese, che già esiste in Consiglio, per individuare le priorità di finanziamento e stanziare fondi dedicati allo sviluppo e alla tutela del territorio montano.  Le Olimpiadi potranno rappresentare un’occasione preziosa per investire in quei territori e sviluppare il turismo, ma nel rispetto della sostenibilità ambientale e delle esigenze dei residenti che amano quei territori e li vogliono proteggere”.

L’autore, Gianandrea Mencini: “Sono veneziano e come molti miei concittadini amo la montagna, soprattutto quella bellunese, fin da quando ero piccolo, quando i miei genitori mi portavano a San Vito di Cadore. Ho ascoltato molti uomini e donne che vivono 365 giorni all’anno i luoghi di montagna e ho voluto dare loro voce, portare alla luce le loro storie, molto belle, le loro problematiche e aspettative. Il libro, nonostante le molteplici difficoltà affrontate dalla gente di montagna, nonostante la carenza di leggi adeguate e di aiuti istituzionali, è scritto in chiave positiva, perché vuole sottolineare che, nonostante tutto, le persone che vivono o hanno scelto di vivere in pendenza si sono impegnate, hanno lottato per ridare vita a quei territori, per non spopolarli. Hanno scelto di produrre prodotti di nicchia, di fare agricoltura, allevamento e turismo sostenibili. Certo, manca ancora la capacità di fare rete e di vendere i prodotti locali, sicuramente di eccellenza, con una certa strategia commerciale. E dal punto di vista ambientale, che mi sta molto a cuore, credo che la presenza di persone che vivono e lavorano in pendenza sia molto importante, in quanto esse sono le vere sentinelle del nostro ambiente, sono i primi che ci possono avvertire se qualcosa non funziona, son strumenti decisivi per contrastare il rischio idrogeologico”. “Il libro racconta un affascinante viaggio tra le vallate bellunesi – ha evidenziato l’autore – dove la partecipazione emotiva delle persone incontrate è straordinaria: agricoltori, allevatori, malgari, pastori, produttori agricoli, gestori di agriturismo, che rappresentano esperienze qualificanti per la montagna bellunese, che mi hanno trasmesso molte conoscenze e che potranno rappresentare esempi virtuosi per le giovani generazioni che vogliono rimanere o ritornare a vivere in montagna. Persone che vivono con semplicità, ricordando il passato, ma investendo nel futuro la loro esperienza lavorativa e di vita legata a un luogo, a un paese, a una tradizione, avendo in comune la faticosa passione per la terra e gli animali”.

Chiara Bortolas, Vicepresidente nazionale delle imprenditrici di Coldiretti: “Vivere il territorio bellunese è molto difficile, ma la montagna può offrire tanto e va difesa, al pari della sua gente, che vi abita superando molteplici problematiche e che rappresenta una garanzia per la tutela di quelle zone tanto fragili”.

ANSA Veneto, “Vivere in pendenza – Scelte di vita che cambiano la montagna bellunese“, 11 giugno 2019

Comunicato Coldiretti Veneto, Le Vite in pendenza raccontate da Giannandrea Mencini. La storia di Chiara Bortolas, dirigenteColdiretti: da biologa molecolare a orticoltrice d’alta quota, 10 giugno 2019

Ufficio Stampa Consiglio Regionale del Veneto, Video intervista,  Presentato il libro di Mencini “Vivere in pendenza”, 11 giugno 2019