In sella alla scoperta del mondo. Oggi il cicloturismo, ovvero visitare

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Articolo uscito sul Gazzettino il 29 giugno 2018 

LA PROPOSTA

In sella alla scoperta del mondo. Oggi il cicloturismo, ovvero visitare il nostro territorio ricco di natura e di storia in bicicletta, è un fenomeno sempre più diffuso. Non serve essere molto allenati o campioni delle due ruote, con buon senso e un po’ di attenzione, questo viaggiare ecologico diventa facilmente alla portata delle famiglie permettendo a tutti di scoprire luoghi nascosti spesso suggestivi. Pertanto anche nel Nordest e in particolare nel Veneto, sono sempre più numerosi gli itinerari ciclabili che attraversano aree del territorio, microambienti spesso molto diversi fra di loro, che possono rendere una vacanza o una semplice uscita fuori porta, indimenticabile.

IL PIAVE

Un percorso straordinario che unisce ambienti naturali, a volte incontaminati, ad arte e cultura, è la Ciclabile del Piave presentata pochi giorni fa dai Consorzi Bim di Belluno, Treviso e Venezia. Un incredibile percorso lungo il fiume sacro alla patria di 220 Km che attraversa le tre province venete (110 in provincia di Belluno; 90 in quella di Treviso, e 20 nel territorio di Venezia), permettendo agli amanti della bicicletta di partire dalle sorgenti del Piave immerse nello splendido scenario delle Dolomiti e raggiungere dopo decine di chilometri la Laguna di Venezia. L’itinerario è percorribile risalendo o discendendo il Piave anche a piedi. L’idea è quella che lo si possa concepire un percorso interiore. Se quello di Santiago de Compostela riprende infatti il cammino dei pellegrini medievali, il percorso lungo il Piave ripercorre le rive del fiume Sacro alla Patria, dove gli eserciti di diverse nazionalità hanno combattuto e cambiato il corso della Storia.

I TEMI

Questa ciclabile può essere affrontata seguendo vari temi: i Musei, la Grande Guerra, Castelli e Abbazie, le Chiese di diverse epoche, gli Opifici Storici, le Ville, i paesaggi del Piave. Proprio dalla Laguna di Venezia, precisamente in località Portegrandi, frazione di Quarto d’Altino, comune che ospita ad Altino un’interessante area archeologica e un Museo che conserva resti di epoca preistorica, veneta e romana, parte la Pista ciclabile del Sile. Un percorso lungo 35 Km che collega la laguna a Treviso seguendo il fiume di risorgiva Sile, oggi Parco Regionale grazie ai sui particolari ambienti ricchi di flora e fauna. Da Portegrandi bisogna lasciarsi alle spalle il ponte che scorre sul Sile e percorrere la riva sinistra del fiume per entrare in un paesaggio affascinante dove si pedala spesso osservando eleganti cigni oppure folaghe, svassi, gallinelle d’acqua che nidificano lungo le rive in questo periodo. Un fiume che racconta civiltà e memorie il cui segno sul territorio è rappresentato da vecchi mulini, opifici e antichi borghi. Un itinerario magico dove il tempo sembra essersi fermato soprattutto quando, pedalando nel silenzio del luogo, si raggiunge il cimitero dei burci che da riposo a questi mezzi di trasporto di altre epoche quando le rive del fiume venivano solcate da buoi al traino dei grossi burci destinati a trasportare diversi materiali dal mare all’entroterra veneto. Un luogo davvero incantato.

Per chi invece vuole visitare un importante sito naturalistico, il Delta del Po offre incantevoli scorci di bellezze naturali tutelate da due parchi regionali: quello del Veneto e quello dell’Emilia Romagna.

LE VALLI DEL PO

In particolare, nella provincia di Rovigo, si sviluppa la ciclabile lungo la strada delle valli di Rosolina. Si attraversa in questo caso un territorio, in parte lagunare e in parte di ampia campagna, che si trova tra l’ultimo tratto del fiume Adige e il Po di Levante. In questi luoghi, divisi fra la terra e il mare, i colori sono intensi, il paesaggio affascinante. L’itinerario, lungo 35 km, inizia e finisce sempre nel comune di Rosolina. Dalla partenza, dopo qualche chilometro di pedalata mai difficile, si raggiunge la Laguna di Caleri e si entra in un habitat magnifico, un percorso sinuoso lungo un cordone di terra che si snoda fra la laguna marina e la laguna paludosa delle terre di Rosolina ricche di una incredibile quantità di uccelli. La caratteristica di questo percorso è per l’appunto rappresentata dalla presenza delle valli da pesca, aree di acqua salata dove si riversa anche l’acqua dolce portata dal fiume. Un ambiente particolare legato alla pesca e all’itticoltura: qui il pesce è un elemento tipico di ogni piatto del luogo che, specialmente dopo una lunga pedalata, va assolutamente degustato. Infine, dal mare ai monti.

CICLISTI DOLOMITICI

Per gli amanti delle Dolomiti, delle cime e dei magnifici colori che queste montagne sono in grado di regalare, la La lunga via delle Dolomiti rappresenta un percorso imperdibile lungo 34 Km. Attraverso il sedime della vecchia ferrovia a scartamento ridotto fra Calalzo di Cadore e Cortina D’Ampezzo, si sviluppa una ciclabile mozzafiato che attraversa i borghi storici cadorini, fitti boschi e valli circondate da cime famosissime come l’Antelao, il Pelmo, la Croda Marcora, la Croda de Lago, il Cristallo, le Tofane solo per citarne alcune. La pendenza è moderata ma costante. Raggiunta Cortina D’Ampezzo, la perla delle Dolomiti, chi è ancora in grado di pedalare può proseguire per altri 13 Km fino a Cimabanche a quota 1550. In questo caso la salita si fa più accentuata ma il paesaggio rimane ancora superbo soprattutto nel passaggio sotto le rocce selvagge di Punta Fiammes. Da qui poi si può scendere a Dobbiaco in Alto Adige.

Giannandrea Mencini

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