Sui sentieri di Nebbiù

la guida (1)

Articolo uscito sul Gazzettino di Belluno luglio 2014

In questi giorni, l’associazione Turismo & Servizi Stampa di Nebbiù (BL) ha lanciato un concorso che si concluderà il 31 agosto 2014 dal titolo “Il più bell’itinerario della settimana dell’escursionismo Cadore-Ampezzo”. A tutti gli acquirenti della guida “Sui Sentieri della Redosola”(Tiziano Edizioni), scritta dal giornalista Vittore Doro, sarà data la possibilità di indicare in una scheda allegata al volume da restituire alla Pro Loco Tiziano di Pieve di Cadore entro il 10 settembre 2014, quali itinerari della recente settimana dell’escursionismo e in parte descritti nella stessa guida, hanno maggiormente apprezzato durante la loro vacanza nelle Dolomiti. Primo premio un soggiorno di due notti in Hotel a tre stelle a Pieve di Cadore. Un concorso legato  a una guida scritta, non casualmente,  anche in Ladino. Infatti, come ama sottolineare Francesca Larese Filon, Presidente dell’Union Ladina del Cadore de Medo, i ladini della provincia di Belluno popolano il territorio più ampio delle Dolomiti e sono la maggioranza dei ladini italiani. Una minoranza linguistica meno conosciuta e che, rispetto i cugini altoatesini, essendo all’interno di una regione a statuto ordinario, non ha le condizioni di sostegno culturale che ricevono nella regione confinante. Il  volume di Doro vuole appunto ricordare che è importante che vi siano in montagna forme speciali di tutela e politiche di valorizzazione del patrimonio ambientale, culturale e linguistico. Ecco pertanto lo sforzo dell’Union Ladina del Cadore di Medo di rivendicare le proprie istanze partendo dalla propria storia e valorizzando le vecchie tradizioni e le rurali modalità di vivere la terra e la natura. Attraverso dibatti, convegni e soprattutto un completo sito web www.unionladina.it ,  i ladini bellunesi promuovono e sostengono la loro cultura raccontando anche come i ladini cadorini vivevano e lavoravano il loro ambiente.  A tal proposito, nel sito www.antichisentieri.org  l’omonimo gruppo presenta un’antica rete sentieristica di Lozzo di Cadore utilizzata dalla gente locale nel proprio vivere quotidiano basato su una economia rurale. Il volume di Doro quindi, non solo ci guida fra i sentieri e le leggende cadorine di Nebbiù e dintorni ma, con il lancio di questo nuovo concorso, intende farci capire che è possibile, condividendo le proprie storie, conoscenze e tradizioni, rivendicare nuove politiche turistiche per la montagna .