Lungo la ferrata D’Ambros…fra marmotte e ricordi di guerra

Il 30 agosto 2013 ho percorso il bellissimo sentiero attrezzato Corrado D’Ambros che attraversa la Cresta della Pitturina al confine fra Italia e Austria. Un sentiero che diventa più ferrata nella seconda parte con alcuni passaggi non banali e di media difficoltà, comunque il sentiero si sviluppa quasi tutto in continua esposizione.

La partenza avviene, almeno nel mio caso, dalla Malga Melin (1673 m) raggiungibile in macchina risalendo la Val Digon che si prende dal paese Sega-Digon situato lungo la statale Carnica n. 52 fra il Comune di San Stefano di Cadore e Candide (Val Comelico). Dalla Malga si stacca una mulattiera che in moderata salita in una ambiente molto interessante e verde (forse rovinato solo dal grande elettrodotto proveniente dall’Austria), ricco di simpatiche marmotte, ci porta al grande bivacco Piva (2250 m). Dal Bivacco si stacca un sentiero con indicazione Monte Cavallino che ci porta a una sorta i forcella con diverse indicazioni fra cui quella del nostro sentiero n. 191 che, in quota, attraversa tutta l’area verde che guarda la bellissima e selvaggia Croda del Longerin e ci porta in moderata salita ad una forcella, posta fra la Cima Vallona e la cresta della Pitturina, dove ha inizio il sentiero-ferrata D’Ambros. Il sentiero, sempre in esposizione e non sempre attrezzato, si sviluppa appunto lungo la caratteristica Cresta della Pitturina , in territorio italiano e austriaco. Il percorso è bellissimo e dalla cresta che va attraversata con attenzione e sicurezza di passo, si gode un panorama stupendo che spazia fra la citata Croda del Longerin , il gruppo del Popera o, in generale, delle Crode Fisacaline e le montagne della Carinzia. Nei passaggi più difficili ed esposti sono presenti diverse attrezzature che rendono il sentiero più ferrata che semplice sentiero attrezzato. Segnalo due cenge aeree, la  discesa di un camino, una scaletta in forte esposizione e alcune parti del sentiero esposte e friabili, comunque attrezzate, che richiedono una certa capacità tecnica e sicurezza di passo. La fine del sentiero aereo in cresta è segnalata da una targa e da un cippo di confine: di fronte a noi si erge il Monte Cavallino e sotto di noi, oltre a numerose trincee e resti ella prima guerra mondiale, si nota il vicino rifugio austriaco Filmoor Hutte.
Tempi: circa 1 ora e 45 minuti fino all’attacco del sentiero dalla Malga Melin. Circa 2 ore e 15 minuti per fare con le dovute brevi soste l’intero percorso aereo attrezzato fino alla forcella Cavallino (2.453 m). Per la discesa, ho scelto il sentiero che dalla forcella porta alla Casera Pian Formaggio e dalla Casera si stacca un sentiero che attraversando il bosco, talvolta in leggera salita, e alcuni torrenti, ci riporta alla Malga Melin ( circa 2 ore e 30 minuti dalla Forcella Cavallino). Volendo si può rientrare alla Malga Melin attraverso un sentiero n. 160 non semplicissimo e meno segnalato che si stacca dal cippo di confine alla fine della Cresta della Pitturina direzione Bivacco Piva attraversando il Costone di Pian Minoldo. Servono circa 1 ora e 30 minuti fino al bivacco Piva, poi si riprende il facile sentiero-mulattiera dell’andata.
Escursione molto bella, esposta, non banale e di media difficoltà, da fare con kit da ferrata e assolutamente con certezza meteo. Classificata come EEA.