Due volumi sulla “Grande Guerra”

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Articolo uscito sul Gazzettino di Belluno nel settembre 2014

Due interessanti uscite editoriali affrontano in modalità diverse la “Grande Guerra” che ebbe dei momenti eroici nelle nostre Dolomiti. Si è spesso raccontato di tante vicende del Fronte spesso epiche ma dolorose, poco si sa delle retrovie che invece ebbero un ruolo fondamentale, anche se poco visibile e meno noto. Fu qui che si giocò una partita difficilissima, in cui capacità logistiche, organizzative e di ingegno di migliaia di uomini resero possibile azioni impensabili. A raccontarlo, testimonianze alla mano, sono Walter Musizza, Giovanni De Donà e Giuseppe Teza nel libro “Tra fronte e retrovie. All’ombra delle Tre Cime”, fresco di stampa per le edizioni DBS Zanetti. La scelta delle Tre Cime è emblematica: questa zona che domina Auronzo e Val d’Ansiei, forse più di altre fu infatti teatro di un rapporto lungo e drammatico tra il nostro esercito e la popolazione locale, in cui i combattimenti più feroci e cruenti sostenuti dai nostri soldati al cospetto dei Monti Pallidi si intrecciarono ed interagirono con la vita civile di ogni giorno. Fu un legame forte raccontato in modo puntuale e con il supporto di un apparato fotografico di oltre 170 scatti in gran parte inedito. Ma la guerra è stata raccontata anche su quaderni e su diari, dove i soldati trasmettevano le loro paure, le loro emozioni, i loro dolori. A proposito è in uscita il volume di Enrico Varagnolo, veneziano studioso della guerra nelle Dolomiti, “Maledetto Monte, i combattimenti a Monte Piana e nelle Dolomiti di Cortina nel 1915” Gaspari Edizioni. Il Libro di Varagnolo, combinando ricerca d’archivio ed esplorazione sul campo di battaglia, ci emoziona con un racconto di un fante toscano di umili origini, Stefano Equestri, che compie azioni valorose nei primi combattimenti del 1915. Il tutto ricostruito con abilità e attenzione dall’autore che ha recuperato scritti, documenti, lettere e altro materiale anche dello stesso Equestri, destinati a rimanere per sempre dimenticati in un cassetto.