Botondoro, storia del territorio

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Articolo uscito sul Gazzettino di Belluno il 28 agosto 2014

Il Botton d’oro, fiore che colora di giallo-dorato i prati alpini, dà il nome ad una azienda agricola che ha voluto investire sul territorio. Come ci racconta Costan Prosdocimo dall’interno dell’agriturismo “Botondoro” situato in un vecchio ma ottimamente restaurato fienile in località Costa frazione di S. Nicolò Comelico  (BL), l’azienda fin dal 1999 ha iniziato l’attività con pochi bovini  con l’intento di non abbandonare i “prati” anche nel momento del boom della produzione degli occhiali. Costan gestisce pure un’occhialeria a Lozzo di Cadore ma ha saputo “differenziare” le attività senza tralasciare il proprio ambiente e l’identità di un luogo conservato dalla famiglia. Così ha investito comunque nella attività primaria con i sei figli e con la moglie Rossella De Candido e il numero del  bestiame è aumentato così come la produzione  di latte che viene trasformato direttamente dall’azienda prima di arrivare al consumatore.  Un ciclo di produzione completo gestito direttamente dall’azienda che nel 2001 ha aperto una latteria per la vendita diretta dei propri prodotti  caseari a San Stefano di Cadore e nel 2008 a Cima Gogna.  I bovini da latte dell’azienda non sono solo presenti  nella frazione Costa ma per chi ama passeggiare nella stagione estiva in suggestivi pascoli alpini scrutando la bellezza selvaggia delle Crode dei Longerin,  può incontrare i suoni dei campanacci anche alla Malga Melin, raggiungibile da Sega del Digon (BL), tipica costruzione pastorale ben conservata e gestista sempre dall’azienda Botondoro  in affitto dalle Regole di San Nicolò e Costa. Anche in questa piccola oasi dolomitica si possono assaporare e acquistare prodotti caseari. Non è facile investire e gestire un’azienda agricola in montagna rispetto a quelle di pianura, ci sottolinea Costan, ma questo si può fare per “amore della montagna e del suo territorio e per preservarlo così come lo abbiamo ereditato nel rispetto della tradizione e della cultura del luogo”.