AGOSTO 2011: IN FERRATA SUL CHIADÈNIS

Bella ferrata in un ambiente molto remunerativo. Siamo nell’alta Val di Sèsis (Sappada-Belluno) caratterizzata dalla “suprema” presenza del Monte Peralba e dal Chiadènis. Ci troviamo ai confini tra Italia (Veneto-Friuli Venezia Giulia) e Austria.

Per raggiungere la vetta del Chiadènis (2490 m.) sono salito come consigliato dal versante orientale della via ferrata e sono disceso per la cresta meridionale sempre attraverso via ferrata. Si seguono sentieri di guerra e sono evidenti le tracce di siti militari nella cresta del monte. La ferrata è impegnativa direi abbastanza difficile con tratti esposti sia lungo la via ferrata sia lungo la cresta di vetta dove bisogna fare attenzione. Più difficile sicuramente della vicina ferrata Sartor che porta alla cima del Peralba. La roccia è solida, ci sono diversi appigli ma in vari tratti sia in salita che in discesa serve forza di braccia. Attenzione nella placca abbastanza liscia nella parte finale della ferrata fatta in discesa (cresta meridionale) dove serve fare parecchia forza con le braccia. Segnalo grandioso panorama dalla vetta dove si spazia dalle cime Cadorine e Ampezzane a quelle Carniche e Austriache. Per raggiungere l’attacco della ferrata bisogna risalire con la macchina la Val Sèsis che si prende da Cima Sappada, arrivare al parcheggio da dove si stacca la mulattiera per il rif. Calvi. Per la descrizione di questa parte dell’escursione si veda il mio commento….in riferimento alla ferrata Sartor al Peralba. Dal rif. Calvi si raggiunge in circa 20 minuti seguendo il sentiero n. 132 il Passo Sèsis e dal Passo si prende il sentierino a destra che aggira a nord il Pic Chiadènis e che porta in 20 minuti circa al falso Passo dei Cacciatori a quota 2330 m. da dove un cartello del CAI di Portogruaro indica il sentierino che porta in breve all’attacco della ferrata. La ferrata risale vari canalini di roccia con buona attrezzatura e alcune staffe e  scalette che aiutano a superare salti di roccia e spigoli più esposti. La discesa alterna tratti semplici a tratti più difficili ed esposti con una placca finale avara di appigli dove bisogna fare forza con le braccia aiutandosi anche con una catena presente in parete.
In circa tre ore e mezza con un buon allenamento e con le dovute pause anche per ammirare lo stupendo paesaggio che ci circonda, si completa l’intera ferrata salendo in vetta, scendendo dalla stessa, e raggiungendo nuovamente il rif. Calvi punto di partenza. Ferrata molto bella che dà soddisfazione, complessivamente difficile, esposta in diversi tratti, panorama eccezionale dalla vetta.